Noi siamo piccoli granelli di sabbia che formano un mondo di uomini e donne....Quando lo capiremo?
15 Giugno 2000
Era già da quattro giorni che andavo e venivo dall'ospedale....dolori, contrazioni regolari ma tu non volevi deciderti a scendere. Nemmeno quel giorno, che dalle 14 che "siamo" entrate in sala travaglio hai deciso di farti vedere solo alle ore 21:00.
Ricordo ancora quello sguardo, mi ha attraversato come una scossa elettrica quando i nostri occhi si sono incontrati. Dicono che i bambini appena nati non vedono! Mah! Sarà anche così ma i tuoi occhioni,stranamente già scuri per un neonato, hanno cercato i miei quando l'infermiera ti ha avvicinato a me. I miei si sono riempiti di lacrime di felicità, i tuoi iniziavano da quel momento a "frugare" la vita.......
In una frazione di secondo ho dimenticato ogni dolore, ogni notte bianca con te che mi saltavi allegramente dentro.....ho dimenticato la paura della minaccia di aborto e insieme a te sono nata una seconda volta. Perchè, sì, io sono nata bambina da mia madre e sono nata madre con te.
In ritardo sul blog di un giorno ti regalo i miei auguri piccolo amore mio....spero di essere riuscita fin qui ad essere una buona madre, un buon padre ed una amica speciale, così come tu sei una figlia specialissima!
Questo dolore era qualcosa che nè Renzo nè Rosa riuscivano a descrivere, infatti nessuno dei due ne parlava, c'erano solo sguardi fatti di lacrime silenziose, mani che si stringevano e quella sensazione di vuoto totale ovunque. Era come se ogniuno di loro avesse perduto consistenza, due esseri nebulosi, trasparenti.
Gli amici più cari dividevano il dolore con loro in modo discreto. Niente parole. Le parole sono cose inutili in questi casi, e spesso solo il suono della voce può disturbare quel lieve filo che i poveri genitori riuscivano a tenere per non cadere nel baratro della disperazione.
Piano piano sparirono i vestiti, i giochi, i libri....lentamente Serena usciva di scena materialmente per rimanere indelebilmente solo nella mente e nel cuore. Nessuno di loro ne aveva parlato, Rosa aveva iniziato a fare scatoloni e regalare ciò che ancora profumava di una parte di sè, ad una associazione del paese. Renzo la guardava in silenzio, e per una volta, una sola, pensò che il Signore era stato ingiusto con loro che non meritavano tanto dolore. Intanto vedeva sua moglie sempre più triste e lui, che pensava di proteggere tutti, si era sentito scivolare via dalle mani la sua bambina senza riuscire a trattenerla e nemmeno prevedere ciò che era accaduto e adesso non riusciva a trovare una soluzione per rendere un pò di serenità a Rosa.
Renzo ogni giorno andava a pesca sul molo, più per un legame oscuro con quella massa d'acqua libera e dalla quale traeva un briciolo di tranquillità che per puro passatempo. Il mare lo guardava e gli parlava....
Ed ebbe la prova che la vita è come il mare....a volte in bonaccia, altre in tempesta forte che dalla quale pensi di non riuscire ad uscirne, che ti fa paura e ti mette l'ansia.....E così, come il mare, un giorno, dopo sei mesi da quando Serena se ne era andata, Rosa disse che sarebbe andata a fare volontariato in ospedale, avrebbe accudito i bambini, soprattutto quelli che "faticano a volare via" come il loro angelo e che invece, hanno questo destino segnato.
- Renzo, cosa ci può mancare? In fondo c'è il nostro amore a sostenerci, siamo stati sempre uniti e "contenti" fin da bambini, anche quando le cose non andavano bene. La guerra non ci ha allontanato e non ci ha ferito troppo. Abbiamo potuto trascorrere 8 anni della nostra vita nella felicità assoluta, totale, ed abbiamo avuto la fortuna immensa di sapere come ci si sente da genitori. Pensa a chi non ha la possibilità di farlo? Serena doveva vivere così poco, quella era la sua strada, ma nel poco tempo che è stata con noi ci ha donato tantissimo e dobbiamo farne tesoro. Lei è sempre qui con me, e so che anche per te è la stessa cosa. Adesso è venuto il momento di aiutare altri più sfortunati di noi, bambini e genitori che vivono il calvario della malattia, ed aiutare chi l'amore non sa cosa significhi. Ed io sono pronta.
Il cuore di Renzo esplose dalla felicità. Rosa tornava a vivere.
Il mare per lei si stava placando.
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Sono incasinata con internet, a casa non riesco a connettermi e adesso sono nell'ufficio volante che ha approntato il capo a casa sua fino a fine mese e a scappatempo......Controllata a vista!!!!
Ma ho trovato lavoro! Da settembre entro a lavorare nello studio di una commercialista a Viareggio.
Per il momento continuo la storia.....poi tornerò a parlare di me.
BAci a tutti!!!!!!
I giorni trascorrevano sereni, come il buon profumo di primavere che non vanno via, come il cielo azzurro senza nuvole. Renzo intanto, con l'aiuto del suo capo e dei suoi migliori amici, aveva finalmente terminato la costruzione di una piccola casetta nella prima campagna a ridosso del paese e Rosa, era sempre più impegnata nel difficile, ma appagante lavoro di mamma e moglie.
Serena dal canto suo cresceva nella felicità assoluta, circondata dall'affetto dei suoi genitori, dei nonni rimasti, degli amici di famiglia e del suo padrino Sig. Antonio, amico e datore di lavoro del padre. Era una bambina minuta e con i capelli scuri come sua mamma , gli occhi indagatori del padre e una carnagione sottile e bianca per la quale tutti in paese l'avevano soprannominata "nuvola".
Renzo amava quelle "due sue donne", come soleva chiamarle orgogliosamente e per le quali si sarebbe strappato la pelle se solo glielo avessero chiesto. Quando uscivano a far compere se ne stavano mano nella mano, tutti e tre, e tra loro c'era un'energia che invisibile li attraversava per il contatto delle loro mani fino ad arrivare dentro ai loro cuori. Vederli era una gioia per gli occhi.
A volte la notte, quando non riusciva a dormire a causa di un dolore alla schiena che ormai aveva deciso di far parte della sua vita, Renzo usciva dalla camera dove lasciava Rosa beatamente persa nel sonno, e andava nella cameretta della sua piccola. Si sedeva accanto al letto di Serena e se ne stava lì a guardarla dormire e a sognare forse di carrozze e principesse, di aquiloni e corse nei prati, con la luce della luna che filtrando dalla finestra e andandosi a fermare su quel visetto, la rendeva sempre più simile ad un angelo. Lui non riusciva a non ringraziare il Signore ogni notte, ogni giorno per avergli dato così tanto dalla vita.
Ma si sa, la felicità è incostante e ci insegna che bisogna apprezzarla quando c'è, e farne tesoro per quando decide di passare oltre, infatti Serena, una mattina, all'età di otto anni, come un angelo raggiunse quella luce lunare che per tante notti l'aveva accarezzata : il suo piccolo cuore si era fermato..........
Renzo era un uomo dall'età apparente intorno agli ottanta e forse anche un pò di più, ma in realtà da pochi giorni, se qualcuno avesse ancora vissuto con lui, avrebbe spento le sue 70 candeline con un sorriso un pò sdentato ed una lacrima di felicità che sarebbe scesa senza aver bisogno di vergognarsi.
Guardava il mare seduto sullo scoglio che tante volte lo aveva ospitato con le sue canne da pesca e i suoi mozziconi di sigaretta. Gli occhi asciutti, ormai, i pensieri piatti e il cuore spezzato.Renzo guardava il mare ed il mare gli parlava.
Aveva trascorso tutta la vita con Rosa, tutta, perchè si conoscevano fin da bambini, quando la vita era dura perchè la guerra gli aveva divorato la spensieratezza dell'infanzia, quando la fame e il freddo ed anche le regole dure dei genitori di un tempo non ti lasciavano un attimo. Renzo si era innamorato di Rosa nel primo momento in cui la vide alla vasca delle lavandaie, le mani livide dall'acqua fredda, le guance un pò arrossate, i capelli mossi,neri come il carbone, legati con un fiocco verde acqua e un sorriso delicato. Subito non le aveva cercato gli occhi per la vergogna, ma poi lei aveva smesso di chiacchierare con sua madre e aveva spostato lo sguardo dentro al suo : verdi! verdi come il fiocco che spiccava malizioso tra i capelli. Lui le aveva sorriso e da quel momento non aveva più smesso di farlo.
La guerra finì e si portò via il padre di Rosa e Renzo giurò che da quel momento in poi si sarebbe occupato di lei per sempre, la condusse in riva al mare e guardando la linea dell'orizzonte, mano nella mano, infanzia nell'infanzia, sentì che questa bambina avrebbe diviso con lui l'intera vita. Si sposarono appena ebbero l'età per farlo, con ancora i ricordi freschi dei banchi di scuola e i giochi nel cortile.
Renzo faceva il panettiere, ed ogni mattina alle tre e mezza si alzava, guardava con amore la sua Rosa dormire e in un silenzio irreale si preparava per andare al lavoro. Non voleva che lei si alzasse, come avrebbe desiderato fare per preparargli la colazione e bere insieme un caffè, perchè sapeva che anche il suo lavoro nei campi di fiori era duro e si sarebbe dovuta svegliare di lì a poco. Se avesse potuto le avrebbe evitato qualsiasi sforzo, ed era per questo che Renzo, quando terminava la sua gionata di lavoro al forno, se ne andava ad aiutare Moreno a fare il muratore, voleva riuscire a guadagnare di più per tenere Rosa finalmente a casa.
E quando l'amore è forte anche i desideri lo diventano e pure la realtà si mette a seguirli, Renzo diventò un ottimo muratore e fu assunto nella più grande impresa edile del paese. Aveva una buona paga, ed il capo, che era un omone paterno e senza figli, lo aveva preso a ben volere, e se trovava dei lavoretti al nero li passava a lui.
Rosa smise di andare nei campi di fiori, e come un fiore sbocciò in lei il seme del loro amore: Serena.
Cosa riuscirà a fare Veronica?
e' una lotta impari.....ma, chissà, una zanzarinainaina infetta e incazzata può avvelenare ed uccidere un elefante? (ho usato l'elefante perchè è grosso.....
)...anzi, dovrei dire un branco, anzi dovrei dire tutti gli elefanti esistenti sulla terra.
Mi sento di farle i miei più sentii auguri. E complimenti per il coraggio.
Sarà un guscio di noce in un mare in tempestissima.
p.s. Oggi....un quasi post gossip.....
Non è da me. Ma.......

Oggi sono qua, davanti al mio computer a tentare di scrivere qualcosa di interessante per gli altri (o per me stessa?).
Chissà perchè nel momento stesso in cui dici:-ok adesso scrivo questo!- quando ti trovi davanti la tastiera, le dita ti restano ferme, sospese sopra i tasti come piccoli burattini appesi ad un filo..e non si muovono!
Il cervello ti si blocca e allora dici :- Ok, magari non importa niente a nessuno di quello che dirò. E poi COSA voglio dire!
Guardo fuori, il tempo oggi ha deciso di mostrare la sua parte scura, e un lieve, ma noioso, mal di testa stà lì, sul lato destro della tempia a ricordarmi che esiste anche lui.
Già perchè è così che è la vita. Esiste ogni cosa, siamo tutti parte di un movimento, un respiro corale...noi, la natura, il dolore,la gioia; niente ci sarebbe se niente esistesse. Ogni cosa, ogni essere vivente è legato agli altri.
Oggi ripenso al passato e mi vengono in mente un sacco di ricordi: ......
..................................................................................
13 maggio, 2009........
ecco, è così che mi ero presentata....
Buon anniversablog!
Un grazie di cuore a tutte le persone straordinarie che sono passate da qui, hanno condiviso con me momenti su,giù,di sopra e di sotto.....e che mi hanno dato e danno ancora tanto.
Silenzio.
La mente corre
i pensieri sono lisci
fluidi
scivolano
come acqua
limpida che scorre
porta via
sciacqua
rigenera
pulisce.
Un sorriso
nasce da dentro,
non è poca cosa...
prendilo,
te lo dono.
E' ciò che posso darti,
adesso.
Ma forse è questa
la cosa più importante
e l'ho capito solo ora.
L'aria all'alba è ancora molto frizzante.
Esco di casa e respiro a pieni polmoni. Mi arriva il profumo della terra lavorata aldilà della strada e se mi concentro sento anche tutti i profumi inconfondibili della pineta e del mare.
Il cuore mi batte forte e ho un leggero sorriso sul viso anche se, vi si nasconde un leggero senso di paura ed ansia.
Entro in auto, faccio un respiro e parto. In giro non c'è quasi nessuno. Guardo le case e penso a chi dorme ancora, a chi si prepara per andare al lavoro, chi fa colazione.....vite. Oggi io invece sto andando ad un appuntamento vicino al lago. Non so chi sia l'uomo che mi aspetta, non conosco il suo nome nè la sua età.
Sono curiosa. Mi guardo allo specchietto retrovisore. Sono solo io, con la mia faccia appena sveglia, niente trucco, non serve, niente vestiti studiati. Una tuta e un paio di scarpe da tennis, i capelli legati da un elastico nero. Sento i battiti del mio cuore fin dentro le orecchie.
Sono arrivata. Parcheggio, scendo e chiudo l'auto.
Odore di erba fresca, odore di lago, canne e alghe. Si mescolano pure profumi strani, forse di volatili, forse di qualcosa mai sentito prima.
Ascolto i miei passi che scricchiolano sul tappeto di canne tagliate da tempo, alcune alghe ormai secche mi sono rimaste impigliate nella scarpa sinistra. Alzo lo sguardo e li vedo: l'uomo girato di spalle, un leggero filo di fumo che si arrotola sopra di lui e svanisce nell'aria e il suo deltaplano azzurro. Mi stanno aspettando. E' una cosa nuova per me un uomo che mi aspetta. Forse sente i miei passi e si gira. Un sorriso.
- Ciao! Sei Ilaria?
- Sì.
- Sergio. Piacere. Ehi! Ti facevo più giovane. Sei pronta per l'avventura?
- Prontissima. Non vedo l'ora. - E intanto penso se sia deluso. Beh, neanche lui è così di "primo pelo"....
- Vieni. Davvero non hai paura? In genere tutti la prima volta sono un bel pò tesi.
- ...Il giusto. Andiamo?
- Ok. Cavolo! Non mi era mai capitata una passeggera così....sei una tosta.
Accende, mi fa salire, mi passa un caschetto e mi metto gli occhiali: partiamo.
Credo che nel momento in cui ci siamo staccati da terra il cuore abbia fatto un balzo, un'emozione incredibile.
Ho visto il lago allontanarsi da noi, alcune folaghe si sono alzate in volo come a farci capire che solo loro sono veramente state scelte per volare e noi dovremmo stare in basso a guardarle. L'aria lassù è ancora più fresca. Non sento il ruore del motore. Guardo dall'alto ed è come se mi riempissi di energia. Forse ho lo sguardo di un bambino che si trova difronte ad una vetrina piena di dolciumi colorati. Guardo il cielo sopra, sotto dietro e davanti a me e mi rendo conto che non c'è nemmeno una nuvola. A sguardo perso ci siamo solo noi due, sconosciuti. Divido un'emozione intensa con un uomo mai visto nè conosciuto prima. Che cosa strana. Poi penso che questa emozione la provo solo io, è mia. E' dentro di me e la vivo con tutto il corpo.
Una lacrima scende. E' talmente grande la bellezza di ciò che ci circonda che commuove.
Un brivido di freddo.............
peccato che mi siano cadute le coperte. Le raccolgo e trovo un frammento di alga sul lenzuolo....
Articolo preso da Repubblica web
L'operazione coordinata dai pm di Siracusa ha interessato 16 regioni
Nei filmati violenze estreme contro piccoli di quattro-cine anni